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Mostra attuale


Un po’ di storia, SFOGLIANDO L’AGRICOLTURA
36. Mostra tematica - 11 aprile 2010 - 18 giugno 2011


Quest’anno, dopo gli ultimi anni nei quali ci siamo occupati di alimentazione, di storia antica di Stabio, di carradori e di picasàss, abbiamo deciso che fosse tempo di tornare all’argomento principale: l’agricoltura.
L’agricoltura è quell’attività economica che si occupa della coltivazione di specie vegetali che ha come finalità principale quella di ottenere piante e prodotti delle piante da utilizzare a scopo alimentare o non.

La nuova mostra che presentiamo quest’anno si occupa di ripercorrere le tappe delle principali colture e del lavoro dei contadini dall’origine dell’agricoltura fino a oggi. Una sorta di carrellata fra i campi, dal Neolitico fino ai nostri giorni, per ricordare cosa si coltivava in passato e, forse, capire dove siamo arrivati e cosa ci si propone per il futuro.

La mostra inizia (riprendendo il tema affrontato nella Sala 1 del piano terreno Dalle origini dell’umanità, all’uomo contadino e allevatore) con un breve accenno alla Preistoria e ci conduce all’Età del Ferro con la presenza dei Celti sul nostro territorio, attraverso i reperti archeologici e alla “scoperta del vino”. Il discorso continua con la presenza dei Romani, sempre attraverso i reperti archeologici, per continuare verso il Medioevo e i secoli seguenti fino all’Ottocento e al Novecento, epoca cruciale per la storia dei vigneti e la produzione del Merlot, ancora oggi un vanto del Ticino.

Alla fine dell’inserto sulla coltivazione della vite, continua la storia dell’agricoltura in generale, riprendendo dall’epoca dei Celti risalendo verso i nostri giorni passando dall’Epoca romana al Medioevo, dall’Età moderna all’Età contemporanea, fino al secolo scorso, con l’introduzione della meccanizzazione nella coltivazione dei campi. Dagli attrezzi primordiali a quelli moderni e all’irrigazione, il tema della campicoltura si esaurice con il raccolto dei cereali, base della nostra alimentazione.

Per quanto riguarda l’orticoltura si riparte dal Medioevo con le coltivazioni degli ortaggi nelle varie epoche e si arriva nel pieno del XXI secolo con la quasi scomparsa della coltivazione degli ortaggi a pieno campo, sostituita da quella in lunghi tunnel e in grandi serra.
Con la storia dell’Istituto agrario di Mezzana, delle associazioni del settore agricolo come l’Unione Contadini Ticinesi-UCT e della loro ultra centenaria pubblicazione Agricoltore Ticinese, del Marchio Ticino e della Fondazione ProSpecieRara, si conclude questo tema.

La mostra termina con due colture un po’ particolari: il tabacco e il ricino. Sappiamo che il tabacco è ormai malvisto e maltrattato a causa dei danni che provoca alla salute, ma vista l’im-portanza economica che ebbe la sua coltivazione in quasi tutto il Ticino di pianura e in particolare nel Mendrisiotto per oltre mezzo secolo, non abbiamo potuto esimerci dal ricordarlo.
Crediamo che la coltivazione del ricino sia ormai dimenticata ma, a causa delle difficoltà durante l’ultima guerra mondialedell’importazione, fra altre cose, degli olii lubrificanti abbiamo constatato che in quegli anni non ci fu praticamente paese del Mendrisiotto che non ebbe almeno un contadino che coltivasse un campo di piante di ricino per venderne i semi alla “fabbrica dell’olio”, la S. A. Lubrificanti Reinach - 1° Oleificio Nazio-nale per olii di ricino - Fabbrica di grassi industriali.


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