Stabio / Museo della civiltà contadina / Elenco pubblicazioni

Elenco pubblicazioni

Quaderno n. 0
OPUSCOLO GUIDA

a cura di Antonio Brenni e Guido Robbiani
1981

Il museo, unico nella regione per la sua specificità, è stato creato nell'intento di conservare e valorizzare le testimonianze storico-etnografiche del mondo contadino. Il particolare criterio espositivo, voluto appositamente descrittivo e didattico, permette al visitatore di percepire, attraverso gli attrezzi e gli oggetti così esposti, le diverse attività del contadino e dell'artigiano. Una sala del museo è riservata ai carri; altre due, oltre ad una importante raccolta di trappole e tagliole, espongono attrezzi agricoli primordiali e finimenti di animali.
Questo opuscolo guida è rivolto in particolare al 2° piano, con la raffigurazione degli oggetti così come sono esposti nelle sale, con il loro nome in italiano e in dialetto.

Prezzo: CHF 5.00

 

 

Quaderno n. 1
GIOCO E PASSATEMPO

a cura di Sergio Pescia
1984

Questo opuscolo propone i testi redatti in occasione della mostra “Gioco e passatempo” allestita nel 1985, e parte delle illustrazioni. Per la cerimonia di chiusura dell'anno scolastico 1985/1986, il museo e le scuole elementari di Stabio presero lo spunto dalla mostra per organizzare una giornata di animazione. Per un giorno almeno, un tentativo per dare l'opportunità ai bambini di giocare ai giochi dei loro genitori e nonni e, ancora più importante, nei luoghi dove questi avvenivano.
Ricordando la società contadina di allora, non possiamo dimenticare la dura realtà che i bambini dovevano affrontare a causa soprattutto della forte emigrazione di braccia robuste, occupati fin dai primi anni dell'età scolastica nei lavori agricoli e, poco più tardi, nelle nascenti industrie.

Allora abbiamo provato a ricordare giocando per le strade, sulle piazze e nelle corti. Giochi all'aperto: giochi rudimentali fatti di niente; invenzioni semplici create da bambini che di mezzi ne avevano pochi, ma che aguzzavano l'ingegno usando quasi sempre materiali smessi dagli adulti.
Tirasassi ricavati da vecchie camere d'aria di bicicletta, cartucce da caccia usate, mollette da biancheria, bottoni, turaccioli, scatole vuote di fiammiferi, nòccioli e castagne, rocchetti di legno e cordicelle e legnetti e pezzetti di cuoio e, e, e... E poi conte, filastrocche, tiritere, corse e salti, giochi di gruppo e competitivi. Una giornata che doveva essere quindi soprattutto una festa per bambini e adulti, un momento di gioco e divertimento, ma anche una proposta di riflessione... divertendoci.

L’opuscolo propone testi e disegni con questo sommario: Il mondo all’aperto. Ce n’erano dappertutto. Giochi pericolosi. Sui giochi (chiacchierata con il Gruppo Anziani del Mendrisiotto). Altre testimonianze raccolte a Stabio. Gioco delle bocce. I burattini. La bambola dall’Ottocento. Il soldatino di piombo. Giochi su carta. Due parole sulla musica e gli strumenti. La giostra.

Prezzo: CHF 3.00

 

 

Quaderno n. 2
ASPETTI DELLA VALLE DI MUGGIO (esaurito)

a cura di Sergio Pescia
1986

Questo volumetto, consultabile anche come contributo a sè stante, è stato pubblicato in occasione e come supporto alla quinta mostra periodica allestita al Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto.
La mostra è stato un primo approccio a un territorio del nostro distretto finora esplorato da un'ottica etnografica e storica dal Museo etnografico della Valle di Muggio, con il quale è stata presentata.
Sotto l'aspetto dell'ambiente naturale e geologico delle gole del Breggia, hanno collaborato il Museo cantonale di storia naturale di Lugano e la Fondazione per la creazione del parco del Breggia, mentre la Scuola Tecnica Superiore di Trevano si è occupata del settore che riguarda alcune situazioni di edilizia rurale particolarmente significative.
Aspetti della Valle di Muggio era il titolo di questa mostra e proprio per questo le lacune numerose e varie. Ma ognuno di questi “aspetti” e molti altri, potrebbero costituire, singolarmente, un tema per altrettante mostre.
Le nostre possibilità non sono tali e in quella occasione abbiamo cercato di ampliare l'informazione sui diversi settori presenti nella mostra, che si presentava con un aspetto volutamente immediato e didattico, lanciando il classico sasso nello stagno come stimolo per future proposte più complete ed esaustive.

Prezzo: CHF 20.00

 

 

Quaderno n. 3
VITICOLTURA E VINIFICAZIONE

a cura di Sergio Pescia
1987

Nato per accompagnare una mostra itinerante omonima allestita nel 1986, è poi stato completato e rivisto con l’aggiunta di novità e precisazioni giungendo all’ultima edizione del 2010.
Di vite e di vino nella storia
Verso la fine della Preistoria
Dal Medioevo all’Ottocento
XX e XXI secolo
XXI secolo
Vinacce e grappa.

Prezzo: CHF 10.00

 

 

Quaderno n. 4
LA GELSIBACHICOLTURA NEL MENDRISIOTTO

a cura di Sergio Pescia
2004

Una prima stesura di questo Quaderno del museo nasce per accompagnare la mostra temporanea intitolata “Gelsibachicoltura” allestita nella ex Sala della Giustizia a Vico Morcote nel 1986. La mostra che ha avuto molto successo ed è stata richiesta diverse volte è diventata mostra itinerante.
In occasione di una riproposta della stessa mostra all'Esposud di Chiasso nello stesso anno e poi alla Biblioteca delle Scuole elementari di Caslano e alla Mobili Pfister nel 1988, il Quaderno è stato riveduto e ampliato per dare maggiore possibilità di conoscere una attività che fu molto importante, oppure per chi già ne sapesse, di ricordare o approfondire le conoscenze riguardo alla coltivazione del gelso e all'allevamento del baco da seta. Nel 1993 abbiamo proposto la mostra per la prima volta nel nostro museo con il titolo “Vermis Sericus-La coltivazione del gelso e l'allevamento del baco da seta”, la quale, come l'opuscolo, è stata di nuovo riveduta ed ampliata.

Sette anni dopo, vista la richiesta dall’esterno, la mostra è stata di nuovo allestita al museo e poi a Riva San Vitale nel 2004 ed infine a Quartino del 2005. 

Seguendo tutte le fasi che il tema propone, dalla propagazione del gelso al bozzolo pronto per essere portato alla filanda, si potrà conoscere quanto fosse importante l'allevamento del baco da seta molte volte unico mezzo per ricavare quei pochi soldi che servivano alle spese più importanti, in una economia rurale di sussistenza. Nello stesso tempo scoprire come la gente mendrisiotta conoscesse molto bene gli umori, i bisogni e gli istinti di quella minuscola larva che andava ingrossandosi quasi a vista d'occhio, durante la sua corta ma attivissima esistenza puntualizzata da ben quattro mute.
Come spesso avvenne con l'industrializzazione, anche questa attività diventò sempre meno redditizia. La scoperta delle fibre sintetiche, non a caso chiamate popolarmente "seta artificiale", e l'acuirsi della crisi economica nel 1922, provocarono il crollo dei prezzi pagati per i bozzoli che i contadini erano diventati così esperti a produrre. Nel 1926 la filanda di Mendrisio cessò di ritirare i bozzoli e l'allevamento del baco da seta come la coltivazione del gelso, vennero completamente abbandonati.

Prezzo: CHF 15.00

 

 

Quaderno n. 5
LEPIDOTTERI DEL MENDRISIOTTO DANNOSI ALL’AGRICOLTURA (esaurito)

a cura di Sergio Pescia
1988

Questo quaderno accompagnava una piccola mostra allestita in diverse sedi che presentava la collezione di lepidotteri dannosi all’agricoltura, raccolta da Giovanni Sobrio in Ticino tra il 1963 e il 1971. Per il Mendrisotto le catture si sono concentrate a Mezzana.

La collezione ora è custodita dal Museo cantonale di storia naturale di Lugano.

 

 

Quaderno n. 6
IL CARRADORE - La costruzione del carro nel Mendrisiotto

a cura di Sergio Pescia, Attilio Camponovo, Marta Solinas, Pierino Bernasconi
2008

Il quaderno sulla costruzione del carro nel Mendrisiotto, riguarda un antico e importante mestiere per il quale, l’esperto artigiano è ormai completamente scomparso. È stato ideato vent’anni fa con la preziosa collaborazione di Attilio Camponovo, abiatico di un carradore di Villa Coldrerio, e dello zio Florindo. Il loro racconto in dialetto è del 1987 ed è reso qui in un italiano discorsivo.
L’allestimento della mostra era stato previsto in quegli anni ed è per questa ragione che questa pubblicazione che l’accompagna, che era quasi pronta a quel tempo, porta il n. 6 pur avendo il museo nel frattempo pubblicato già una ventina di quaderni. Per varie ragioni la mostra è stata rinviata di anno in anno e, finalmente, quest’anno va in porto. Per completare la stesura di questo nuovo quaderno e per i testi esplicativi della mostra, ci siamo anche avvalsi della collaborazione di Pierino Bernasconi, un discendente di falegnami costruttori di carri di Ligornetto detti i Tricamítt da Ligurnett.

Nel Mendrisiotto ne esistevano diversi di carradori, che operarono fin verso la metà del secolo scorso. Alcuni di loro si sono poi trasformati in costruttori di autocarri o carrozzieri per automobili. Fin dall’antichità si è cercato di rendere il più possibile veloci gli spostamenti delle persone e dei carichi pesanti, soprattutto in caso di guerra. L’invenzione più antica per risolvere i problemi legati a questa necessità risulta essere il carro. Inizialmente le sue ruote erano piene e solo in seguito si passò a svuotarne l’interno per alleggerirle, fino ad arrivare a costruire ruote a raggi.
Il carradore utilizza tipi di legno resistenti e ben stagionati: l’olmo, la quercia, il castagno, il noce, il frassino e così via. Il banco e gli utensili, seghe, scuri e sgorbie, pialle e trivelle, sono simili a quelli dei carpentieri, dei falegnami e dei bottai. Altri strumenti e attrezzi sono appositamente costruiti per le particolari operazioni che il carradore deve eseguire: il trabiccolo per montare la ruota, l’attrezzo per cerchiare, i calibri per definire profili e dimensioni dei pezzi. I suoi utensili per tracciare sono numerosi: il compasso dritto, il compasso da spessore, i regoli, le squadre, i calibri speciali per determinare la posizione delle mortase o per tracciare i cerchi e così via.
I carradori furono artigiani preziosi per i contadini, per un millennio realizzarono carri, galere e carretti, carrettini a mano e carriole, barelle con una sola ruota: veicoli di ogni tipo e grandezza.

Prezzo: CHF 20.00

 

 

Quaderno n. 7
LA DONNA DEL MENDRISIOTTO, contadina, artigiana, operaia

a cura di Sergio Pescia
1989

Ci diceva anni fa uno Stabiese in occasione di un’intervista: “Di Stabio emigravamo in 400, 500; restavano a casa solo i vecchi, i bambini e le donne; giovanotti a Stabio, d’estate non ce n’erano. Sopra i 15, 16 anni non c’era a casa più nessuno”.
Il Mendrisiotto, come del resto gran parte del Ticino dei secoli scorsi, dissanguato dall’emigrazione maschile, si reggeva sul duro lavoro delle donne. Nell’agricoltura, fino almeno alla fine degli anni ‘20 del Novecento, le donne erano ben più numerose degli uomini e la manifattura della seta e del tabacco prosperavano grazie al lavoro femminile.
Nell’Ottocento molte ragazze del Mendrisiotto si recavano nelle filande lombarde come operaie stagionali. Quando si diffuse largamente anche da noi l’allevamento del baco da seta, sorsero filande e filatoi come la filanda a vapore di Melano già attiva nella prima metà dell’Ottocento e quella di Mendrisio, il filatoio di Segòma aperto nel 1867 e quello di Stabio e più tardi a Capolago.
Ascoltando un’altra intervista: “Allora andavamo a scuola, mia mamma andava in filanda e mio padre faceva il muratore nella Svizzera interna...”

L’industria del tabacco nel Ticino fu introdotta dai monaci alla fine del 17° secolo. La coltivazione del tabacco, dapprima limitata ai monasteri, si estese rapidamente ed ebbe uno sviluppo considerevole soprattutto nel Luganese e nel Mendrisiotto. Alla fine del secolo scorso le fabbriche di sigari sorsero numerose a Chiasso e in altri paesi della zona. Anche qui le maestranze erano donne.
Il ruolo delle donne nell’economia e nella vita del Mendrisiotto era centrale e non va dimenticato che oltre a questi lavori, le donne dovevano occuparsi della stalla, della casa, dei vecchi che non avevano più un grado di autonomia sufficiente e dell’allevamento e dell’educazione dei figli, aiutate spesso, per quanto possibile, dai figli stessi: “Le madri, e in genere tutte le donne adulte di una famiglia, in primavera e in autunno sono lontane da casa tutto il giorno e lasciano in custodia i bambini ad altri bambini che a malapena si reggono in piedi”.

Parlando della nostra mostra e del Quaderno n. 7 in un suo articolo, Ursula Travaini ricordava che le donne “Lavoravano al servizio della struttura economica e dell’istituzione famigliare. Le esigenze del primario imponevano un’attività costante, tenace, mentre le industrie della seta e del tabacco, in auge dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, fagocitavano una mano d'opera efficiente e subordinata. Disciplinata da imperativi indotti dallo spettro della povertà. Erano soprattutto donne che, afflitte da mansioni pubbliche e private legittimate da precisi stereotipi culturali, determinavano in maniera indiretta gli svolgimenti della società coeva. Troppi storici lo hanno ignorato, trascurando l’importanza e l’incisività del vivere quotidiano.
Non mancano tuttavia da qualche decennio studiosi -meglio studiose- che, operanti su questo versante focalizzano la loro indagine su tematiche prevalentemente femminili. In quello che viene definito recupero antropologico della donna”..
Oltre a documentare attività scomparse e illustrare in modo più o meno didattico i metodi di lavoro, la mostra prima e ora questo Quaderno, possono essere un frammento per aiutarci a “conoscere la storia degli esclusi e dei subalterni”. E chi più escluse e subalterne delle donne, se nell’Ottocento, in documenti ufficiali, si arrivava ancora a scrivere: “...per le femmine non v'ha scuola nè istruzione pubblica. Nascono, vivono, muoiono bestie a due gambe”.
Salvo poi ridurci a scoprire. che mettendo in primo piano le realtà locali e individuali, arrivando a vedere e capire situazioni che la storia non vede e trascura, andando a sondare in profondità un fenomeno, quelle femmine che “nascono, vivono, muoiono bestie a due gambe” avevano un ruolo preponderante e centrale nell’economia e nella vita di un’intera regione.

Prezzo: CHF 15.00

 

 

Quaderno n. 8
I PRIMI 10 ANNI

Sergio Pescia
1991

Gino Macconi è la persona che più di tutte ha voluto e lavorato sin dall’inizio perchè il Museo della civiltà contadina nascesse. La sua bella ed emozionante introduzione “La realizzazione di un’idea” a questo Quaderno del museo, terminava con queste parole: “Abbiamo reso più attenti i nostri ragazzi, la nostra gente, (e anche le nostre autorità...), al valore di certe cose, all'importanza del ripristino di determinati oggetti e edifici, alla scelta, anche, -e perchè no?- di certe soluzioni estetico-paesaggistiche (là dove ancora non tutto è perduto). Abbiamo mostrato loro perchè un museo di questo tipo, è utile, abbiamo messo a confronto civiltà ormai lontane e diverse fra loro, abbiamo riunito nello stesso luogo e favorito la collaborazione e l'incontro fra scolari, contadini, artigiani, tecnici, insegnanti, specialisti, professori universitari e dilettanti; abbiamo cercato di insegnare a “leggere” gli oggetti non in modo nostalgico e passivo, ma in una prospettiva storica (e abbiamo avuto il piacere di vedere che altri hanno seguito il nostro esempio), così che si possano cogliere le correlazioni non solo fra le diverse parti di un oggetto o fra gli oggetti stessi, ma addirittura fra oggetto e situazione storica, sociale, economica, fra oggetto e lingua (le didascalie in dialetto e in italiano...), fra oggetto e modo di essere, di vivere.
Così che la figura e l'opera del contadino, dell'uomo semplice del Mendrisiotto cui abbiamo dedicato questo museo, sia conosciuta e apprezzata nel suo giusto valore, nella sua importanza, anche da coloro che appartengono alla società postindustriale e addirittura al terziario avanzato.
Speriamo di esserci riusciti e vi promettiamo che comunque, nei nostri limiti (i mezzi finanziari sono sempre scarsi, il personale è sempre poco, ma l'entusiasmo -almeno quello, per fortuna!- c'è sempre, e abbondante) continueremo a lavorare in questo senso”.

Il Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto è aperto da 10 anni
Cultura materiale?
Quando (excursus riguardo le vicende che precedettero la nascita dei musei etnografici nel Ticino)
Perchè
Come
Quale museo?
Un museo sincronico
Alcune funzioni del museo
Un museo diacronico?
Antefatti e fatti (come nasce il museo di Stabio)
Dall’apertura, le principali attività espositive (1981-1991)

Prezzo: CHF 5.00

 

 

Quaderno n. 9
EMIGRAZIONE, UN PROBLEMA DI SEMPRE

a cura di Sergio Pescia
1984

Presentazione di Augusto Gaggioni
L’emigrazione: un problema di sempre di Giorgio Cheda
Siamo tutti emigranti di Amleto Pedroli
“La montagna” terra di emigranti di Giovanni Piffaretti
Emigrazione temporanea d’ancien régime: la famiglia Oldelli di Meride di Paola Barakat-Crivelli
L’emigrazione in Valle di Muggio di Fulvio Castelletti ed Ennio Malinverno
Lettere di un emigrante e di una contadina negli anni Venti di Alberto Nessi
“... perché io conosco che cosí è il mio pianeto...” di Franco Lurà

Testimonianze di emigrazione di Sergio Pescia

Questa pubblicazione è una miscellanea di studi, di taglio e indirizzo diversi, cresciuti tra il 1975 e il 1991 e raccolti in volume dal curatore del museo, Sergio Pescia.
Giorgio Cheda, il nostro maggiore specialista in questo campo, ha tratto, ancora una volta dal suo «fardello», accumulato in vent'anni di pazienti migrazioni da un archivio all'altro, un contributo di vasto respiro, ricco di conoscenze e di insegnamenti.
Amleto Pedroli presenta una serie di riferimenti letterari all'emigrazione e attualizza il tema richiamando alla nostra attenzione, sulla scorta dei versi pascoliani di «Italy», la «durezza del mondo che viene incontro a colui che deve lasciare il proprio paese».
Giovanni Piffaretti ci offre un contributo sull'emigrazione della Montagna, elaborato nel 1986 sui documenti pubblicati da G. Martinola e da A. Crivelli, integrati con testimonianze raccolte in loco.
Paola Barakat-Crivelli ha rimesso mano ad un suo lavoro del 1990, dandoci una sintesi limpida ed assai interessante di una ricerca che prende a modello la famiglia Oldelli nel periodo 1650-1800, per studiare l'incidenza del fenomeno migratorio sulle strutture familiari e comunitarie.
Fulvio Castelletti ed Ennio Malinverno presentano una rielaborazione parziale dello studio sulle cause e gli effetti dell'emigrazione, in Valle di Muggio, prodotto nel 1975.
Alberto Nessi pubblica un «mazzetto di fiori del Mendrisiotto», il carteggio d'amore di Maria con Fioravanti -lei contadina, lui muratore- facendolo precedere da una delicata presentazione, sincero «gesto di affetto», che conserva a quelle lettere tutta la loro intensa carica di emozione e di umanità.
Franco Lurà si chiede cosa provavano quelli che attendevano di partire ed illustra con numerose e interessanti testimonianze l'incidenza che l'emigrazione ha avuto sulle parlate delle nostre regioni, tanto sul dialetto quanto sulla lingua.
Sergio Pescia, ha curato la raccolta e la traduzione in lingua di una serie di fresche interviste a emigranti mendrisiotti della prima metà del nostro secolo.

Prezzo: CHF 20.00

 


Quaderno n. 10
LA MAESTRA VELA
L’attività didattica della maestra Lisa Cleis - Vela a Stabio dal 1918 al 1958

a cura di Sergio Pescia
1992

Lisa Cleis-Vela nasce a Ligornetto nel 1901 da Ida Pessina e Aristide Vela, pronipote dello scultore Vincenzo Vela.

Dopo gli studi, nel 1918 viene nominata docente dalla Municipalità di Stabio e diventerà per tutti “la maestra Vela”. Insegnerà a Stabio dal 1918 al 1958 compiendo 40 anni di magistero.

Prezzo: CHF 5.00

 

 

Quaderno n. 11
LEGGENDE DI STABIO

Lisa Cleis - Vela, Franca Cleis – Zoppi
1° edizione ESG - 1970
Edizione speciale promossa dal Comune di Stabio e dal museo della civiltà contadina del Mendrisiotto, per gentile concessione di Franca Cleis-Zoppi - 1992

Leggende raccolte a Stabio e narrate in poesia dialettale da Lisa Cleis-Vela; racconti in prosa di Franca Cleis-Zoppi.

Linoleografie e arazzi rustici eseguiti dagli allievi delle scuole elementari di Stabio, 1936-1956 (Maestra Lisa Cleis-Vela).

Prezzo: CHF 3.00

 

 

Quaderno n. 12
TESTE DI LEGNO, amiche di Vincenzo Falchetto

a cura di Sergio Pescia e Marta Solinas
1993/ 1996

Edito in occasione della mostra allestita nell’ambito delle manifestazioni di Stabio per l’edizione 1993 del premio Vincenzo Falchetto.

Prezzo: CHF 3.00

 

 

Quaderno n. 13
ALIMENTAZIONE 1 – La sete ha sede in bocca

a cura di Sergio Pescia e Marta Solinas
1995

Questo è il quaderno che accompagna la prima delle mostre dedicate all’alimentazione.
La “trilogia sull’alimentazione” è iniziata con bevande, bibite e infusi.
Il titolo riprende una frase tratta da una pubblicazione del 1902:”La sete deve essere estinta in modo razionale. La sua sede è nella bocca, per cui modo migliore di soddisfarla sarà quello di tenere poca acqua e mandarla nello stomaco poco alla volta.”
Ma allora perchè beviamo? Se si bevesse per spegnere la sete, l’acqua sarebbe più che sufficiente. Se ci osservassimo un po’ mentre beviamo scopriremmo che il più delle volte beviamo per modo, per imitazione, per snobismo, per piacere, per stare insieme, per dimenticare…..quasi mai per sete.

Prezzo: CHF 20.00

 

 

Quaderno n. 14
DALLE ORIGINI, ALL’UOMO CONTADINO E ALLEVATORE

a cura di Sergio Pescia
1997

Questa pubblicazione è il risultato di una riedizione di parte dei quaderni dedicati all’alimentazione, rivista e ampliata ora accompagna una delle sale permanenti del nostro museo, quella che tratta appunto la “nascita” dell’agricoltura.
Dalle origini dell’umanità all’invenzione dell’agricoltura
Le origini dell’umanità: l’Africa
Usi alimentari (o diete)
I primi utensili
L’Homo erectus e l’amigdala
Migrazioni
Homo sapiens sapiens oppure Uomo di Cro-Magnon
Differenze razziali?
L’invezione dell’agricoltura
I primi abitatori del Ticino
I primi agricoltori e i loro strumenti

Prezzo: CHF 12.00

 

 

Quaderno n. 15  
ALIMENTAZIONE 2 – Cereali, granaglie, farina

a cura di Sergio Pescia
1° edizione 2000
2° edizione riveduta e ampliata 2004

La “trilogia sull’alimentazione” iniziata con Alimentazione 1 – La sete ha sede in bocca,
continua con la mostra e il quaderno che l’accompagna “ Alimentazione 2 – Cereali, granaglie, farina” occupandosi di alimenti di derivazione vegetale e quindi di agricoltura.
Questa pubblicazione inzia con qualche indicazione generale sui principi alimentari e sull’alimentazione nel tempo, l’invenzione e la diffusione dell’agricoltura.
I primi agricoltori e i loro strumenti
La coltivazione dei campi
La lavorazione del campo
Gli attrezzi agricoli
Cereali
La diffusione dei cereali
Grano comune o frumento
La coltivazione dei cereali nel Mendrisiotto
Granaglie
Trebbiatura
Trebbiatura a macchina
Farina
Metodi di pestatura e macinazione
Granoturco o mais
Riso
Segale
Avena
Orzo
Grano saraceno o “fraina”
Miglio
Sorgo o saggina
Panìco
Cronologia dei programmi alimentari di provenienza vegetale

Prezzo: CHF 20.00

 

 

Quaderno n. 16
LE MEDAGLIE DELLE FERROVIE TICINESI

Marco Della Casa
Edito dal circolo numismatico ticinese con il contributo del museo 2001

Frutto di capillari ricerche negli archivi pubblici e in quelli delle società ferroviarie, nelle famiglie dei promotori, nella stampa, presso le ditte che coniavano le medaglie, nei musei, fra studiosi di medaglistica e collezionisti, la presente pubblicazione, sintetica e più che esauriente sotto ogni aspetto, è un prezioso catalogo ad uso manuale, redatta con rigore scientifico combinato con criterio divulgativo, investe un significativo capitolo della nostra storia economica e civile.

Prezzo: CHF 3.00

 

 

Quaderno n. 17
VALLE OLONA, VALMOREA – due nomi, una storia
La ferrovia Castellanza Mendrisio

Paolo Lavadas, Fabio Mentesana
Editoriale del Garda, con il contributo del museo 2001

La ferrovia della Valmorea, a partire dagli inizi del secolo e, con qualche vicissitudine fino al 1977, ha costituito un riferimento importante per i cittadini della Valle dell’Olona, nel territorio della provincia di Varese.
In quegli anni la ferrovia veniva considerata ed utilizzata semplicemente come un “mezzo di spostamento” di persone prima e merci dopo.
Nel 2000 si concretizza l’idea di recupero della tratta ad esclusiva valenza turistica, per ricostruire una linea ferroviaria da “vivere”, accantonati merci e pensolari affannati che un tempo si servivano di quel treno, oggi trasporterà quanti vorranno riscoprire i tesori che la Valle dell’Olona e la Valmorea, da Castellanza fino alla Svizzera hanno da offrire, coniugando le ricchezze storiche e culturali di quei luoghi.
Questo testo è frutto di una ricerca puntuale e minuziosa e per chi lavorerà al ripristino di quella stessa ferrovia sarà un riferimento addirittura indispensabile.

Prezzo: CHF 35.00

 

 

Quaderno n. 18
BREVE STORIA DI STABIO – dall’età del ferro al ‘900

a cura di Sergio Pescia
con testi di R.Carazzetti, I. Nobile De Agostini, S. Biaggio Simona, R. Cardani Vergani
2002

Introduzione
Il territorio di Stabio in epoca preromana
Il Sottoceneri in età romana
Stabio – epoca romana
Stabio medievale – Una breve sintesi
I fatti di Stabio 22 ottobre 1876
Le sorgenti minerali di Stabio

Prezzo: CHF 5.00

 

 

Quaderno n. 19
ACQUA, FONTE DI VITA E DI CULTURA

a cura di Sergio Pescia
2003

La nostra “passeggiata sull’acqua” documenta il passaggio importante per il nostro Cantone riguardo alla costruzione dei primi acquedotti, dopodichè trattiamo i temi, dove l’acqua è protagonista, che hanno fatto parte della vita quotidiana del passato: cisterne e pozzi e inquinamento dei pozzi; acquedotti:Lugano, Rovio, Stabio; fontane e trasporto dell’acqua; lavare e lavarsi; bucato e igiene del corpo; inquinamento, depurazione, sterilizzazione; bere acqua: acqua di fonte, acqua minerale naturale e artificiale, acqua di selz, bibite a base di acqua; acqua curativa: le terme; per andare verso la fine con immagini di quando l’acqua è troppa: paludi e alluvioni e concludere con l’acqua santa.

Prezzo: CHF 15.00

 

 

Quaderno n. 20
ALIMENTAZIONE 3 – nonsolocarne
Alimentazione tradizionale di origine animale
1° parte: animali da pascolo e da stalla

a cura di Sergio Pescia, Marta Solinas, Aldo Giudici
2005

È la prima parte della pubblicazione che accompagnava la mostra ALIMENTAZIONE 3 – nonsolocarne, allestita al museo nel 2005 .
Ultima pubblicazione della seria dedicata all’alimentazione di origine animale è suddivisa in due parti:
- animali da pascolo e da stalla
- animali da latte, di latticini, di uova e di miele.

Prezzo: CHF 20.00

 

 

Quaderno n. 21
ALIMENTAZIONE 3 - nonsolocarne
Alimentazione tradizionale di origine animale
2° parte: animali da cortile, latte, miele

a cura di Sergio Pescia, Giovanni Filippini, Aldo Giudici, Marta Solinas
2005

È la continuazione del quaderno n. 20 nel quale si era trattata l’alimentazione di origine animale, animali da pascolo e da stalla.
Ultima pubblicazione della seria dedicata all’alimentazione che accompagnavca appunto la mostra
ALIMENTAZIONE 3 – nonsolocarne tratta ancora in parte di alimentazione carnea: allevamento di piccoli animali da carne, ma soprattutto di allevamento di animali da latte, di latticini, di uova e di miele.

Prezzo: CHF 15.00

 

 

Quaderno n. 22
STABIO ANTICA – dal reperto alla storia

a cura di Rossana Cardani Vergani e Sergio Pescia
2006

Testimonianze archeologiche scelte illustrano il suggestivo percorso di Stabio e delle terre del Sottoceneri dalle età più remote al Medioevo.

Di ville e di guerrieri: le risposte di Stabio – Giuseppe Chiesi
Dalla preistoria all’alto Medioevo – due secoli di ritrovamenti
Stabio nel contesto storico romano dell’Insubria – Giorgio Luraschi
La dispersione del patrimonio archeologico di Stabio – Costanza Pastore
Stabio in età romana – Fulvia Butti Ronchetti
La necropoli romana di Stabio-Vignetto – Mariadele Zanetti
La tomba di un nobile longobardo scoperta nel 1999 e altri importanti ritrovamenti dell’alto Medioevo -Heidi Amrein
Le radici della cristianizzazione nelle terre dell’attuale Cantone Ticino – Rossana Cardani Vergani
La toponomastica di Stabio – Considerazioni sui nomi di luogo in riferimento agli insediamenti antichi – Stefano Vassere

Prezzo: CHF 20.00

 


Quaderno n. 23
PICASASS – CAVE E SCALPELLINI

a cura di Sergio Pescia
Edito in collaborazione con la Rivista di Scienze della Terra Geologia Insubrica 2008

La pietra è legata intimamente alla storia ed alla cultura dell’uomo fin dalle sue origini.
L’uso della pietra passa, nel tempo, una lunghissima evoluzione che ne vede il progressivo perfezionamento della tecnica di lavorazione e di impiego e la valorizzazionbe sempre più raffinata delle doti architettoniche ed ornamentali. Il processo, lunghissimo all’inizio, subisce un’accelerazione che segue i canoni dell’architettura. Per millenni l’impiego primario è strutturale e l’aspetto ornamentale accessorio.
L’acquisizione dell’uso a prevalenza decorativa è storia recente: solo nel Medioevo, infatti, le grandi pavimentazioni ed i rivestimenti in pietra assumono caratteristiche di prevalente contenuto ornamentale. Nell’ultimo secolo la pietra naturale in architettura ha vissuto una grave crisi di identità. I sistemi tradizionali di lavorazione non trovano più giustificazione nel panorama economico dei materiali da costruzione.
Ma c’è ancora speranza, con nuove tecnologie d’estrazione e lavorazione la pietra si è riproposta con moduli diversi in termini tecnici ed economici. Disponendo di una tecnologia più sofisticata e perfetta si riesce a fare di una materia quanto mai “rigida” come la pietra un prodotto “flessibile” e adattabile a tutte le interpretazioni, anche le più coraggiose. L’uso della pietra non è facile: il suo fascino, personalità e mutevolezza si fondono determinando veri e propri stati d’animo. La pietra non è un prodotto industriale.

Prezzo: CHF 12.00

 

 

Quaderno n. 24
UN PO’ DI STORIA, SFOGLIANDO L’AGRICOLTURA (esaurito)

a cura di Sergio Pescia
2010

1° versione che accompagnava la mostra, poi rivista e ampliata e suddivisa in due volumi
1° parte - Dalla preistoria al XIX secolo
2° parte - Dal XX secolo ai nostri giorni.

Prezzo: CHF 12.00

 

 

Quaderno n. 25
UN PO’ DI STORIA, SFOGLIANDO L’AGRICOLTURA
1° parte – Dalla preistoria al XIX secolo

a cura di Sergio Pescia
2010

Questo quaderno, insieme al quaderno n.26, accompagnavano la mostra omonima allestita nel 2010.
Negli anni precedenti erano state allestite mostre che parlavano di artigiani, di mestieri, di giochi, di religione, di colture, di allevamento, di alimentazione, era ora di tornare all’argomento delle sale permanenti del nostro museo: l’agricoltura.
Si era pensato ad una mostra che si occupasse di percorrere le tappe dell’agricoltura e delle principali colture dalle sue origini e attraverso i millenni e i secoli, fino ai nostri giorni.
Una sorta di “corsa” fra i campi per ricordare cosa si coltivava e, forse, capire dove siamo arrivati oggi e cosa ci si propone per il futuro.

Prezzo: CHF 15.00

 

 

Quaderno n. 26
UN PO’ DI STORIA, SFOGLIANDO L’AGRICOLTURA
2° parte – Dal XX secolo ai nostri giorni

a cura di Sergio Pescia
in collaborazione con Sarah Barletto, Erico Besomi, Guido Codoni, Cleto Ferrari, Manuela Ghezzi, Aldo Giudici, Marta Solinas
2010

Questo quaderno è la continuazione del quaderno n. 25 e accompagnavano, insieme, la mostra omonima allestita nel 2010.
Negli anni precedenti erano state allestite mostre che parlavano di artigiani, di mestieri, di giochi, di religione, di colture, di allevamento, di alimentazione, era ora di tornare all’argomento delle sale permanenti del nostro museo: l’agricoltura.
Si era pensato ad una mostra che si occupasse di percorrere le tappe dell’agricoltura e delle principali colture dalle sue origini e attraverso i millenni e i secoli, fino ai nostri giorni.
Una sorta di “corsa” fra i campi per ricordare cosa si coltivava e, forse, capire dove siamo arrivati oggi e cosa ci si propone per il futuro.

Prezzo: CHF 20.00

 

 

Quaderno n. 27
30 ANNI DI COLLEZIONI, 30 ANNI DI MUSEO

a cura di Sergio Pescia
2011

Il museo ha compuito 30 anni nel 2011. Il continuo affusso di oggetti e di documenti è stato via via sempre più importante. Basta ricordare che le collezioni nei magazzini hanno ormai superato i 15 mila “pezzi”. L’intenzione della “mostra del trentesimo”, che questo quaderno accompagna, è proprio quella di presentare al pubblico, attraverso gli attrezzi di una dozzina di mestieri molto diversi tra loro, una parte delle nostre numerose collezioni e dare l’idea della grande quantità di oggetti che le compongono.

Fornaciaio
Muratore
Pittore decoratore
Stuccatore
Maniscalco
Barbiere/parrucchiere
Sarta
Stiratora
Ciabattino
Falegname
Bottaio
Stagnino

Prezzo: CHF 15.00

 


Quaderno n. 28
COLAZIONE, PRANZO E CENA – un persorso tra ricette, utensili e abitudini alimentari

a cura di Marta Solinas e Silvia Lesina Martinelli
2013

Perché una mostra su colazione, pranzo e cena?
Principalmente per poter esporre tutti quegli oggetti legati al cibarsi e al cucinare che da tempo abbiamo nei nostri magazzini e non riusciamo mai a mostrare alla gente.
In secondo luogo ci interessa paragonare l’alimentazione di ieri con  quella di oggi proprio per far scoprire e ricordare gusti dimenticati, semplici, e nostri.

L’alimentazione è un fenomeno sociale e può essere interpretata come indicatore dei mutamenti socioculturali. Oltre all’aspetto fisiologico, lo studio dei fattori sociali e culturali correlati, forniscono importanti testimonianze: sulla cultura materiale, le differenze sociali, sullo sviluppo demografico, sui movimenti migratori, sui rapporti di potere e sulla visione del mondo.
La storia dell’alimentazione non si esaurisce nell’esame della preparazione e del consumo dei cibi, ma si occupa dell’intera catena economica, che va dall’organizzazione dell’agricoltura, alle strutture di distribuzione e smercio, alla costituzione di scorte domestiche, ai problemi legati alla conservazione dei generi alimentari fino, in epoca recente, agli sprechi e allo smaltimento dei rifiuti che l’industria alimentare produce.
Le questioni che riguardano la disponibilità, la distribuzione e la qualità dei generi alimentari implicano problemi di equità e di salute; quotidiane o festive, le vivande favoriscono lo sviluppo di un sentimento di appartenenza comune o, al contrario, evidenziano le differenze sociali, a volte sottili.

Prezzo: CHF 20.00

 


Quaderno n. 29
UNA APIS, NULLA APIS – cenni di apicoltura

Di Davide Conconi e Monica Rusconi
con la consulenza di Marco Bosia
e la collaborazione di Luca Menghini
a cura di Marta Solinas
2013

Prezzo: CHF 20.00

 


Quaderno n. 30
LEGNA, LEGNAME E TAGLIALEGNA

A cura di Silvia Lesina Martinelli
2015

Prezzo: CHF 10.00

 


Quaderno n. 31
APRITI SESAMO! LA MAGIA DELLE FIABE

Di Veronica Trevisan
con immagini di Monica Rusconi,
a cura di Marta Solinas


Prezzo: CHF 20.00

Dove

Museo della civiltà contadina
del Mendrisiotto
Via Castello 3
6855 Stabio

Tel:  +41 91 641 69 90
museo@stabio.ch

Orari d'apertura:

Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica e giorni festivi
14.00-17.00

Per gruppi e scolaresche apertura anche fuori orario su prenotazione.

Il Museo rimane chiuso:
Capodanno; Pasqua;
1° Maggio e Natale.
stabio