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Un po’ di storia

La storia del Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto di Stabio inizia nel 1976, quando la Commissione speciale Fondazione Albisetti viene incaricata della collocazione di alcuni bronzi dello scultore stabiese Natale Albisetti (1863-1923) e della sistemazione dei lasciti. L’anno dopo la Commissione, diventa Commissione Albisetti e Biblioteca e affronta il progetto per la ristrutturazione del vecchio palazzo scolastico, che prevede una sala dedicata all’Albisetti, una per l’esposizione di reperti archeologici, una biblioteca pubblica e altre sale per un museo rurale.
L’anno seguente, con l’incaricato Gino Macconi, la Commissione si occupa delle problematiche riguardo alle caratteristiche del museo rurale per il ricupero e la salvaguardia delle espressioni della civiltà contadina della regione. Da quel momento, con la nuova Commissione culturale che denomina l’stituzione Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto, prende forma la sua attività ufficializzata dal Municipio di Stabio con la conferenza stampa del 28 ottobre 1978.
Lo slancio e l’entusiasmo aumentano; la certezza della buona riuscita si deducono dai protocolli delle riunioni della Commissione dove, esaminando il rapporto da stabilire tra la direzione del museo e l’autorità comunale, si sostiene che la Commissione dovrà essere mantenuta anche dopo l’allestimento del museo, e che essa dovrà vagliare e scegliere le attività (mostre, dibattiti, ecc.) da organizzare. Le caratteristiche didattiche del nuovo museo saranno rivolte alle attività che furono della nostra gente. Non si tratta dunque di ricostruire degli “angoli” di lavoro, ma di “far sentire” la vita del contadino e dell’artigiano attraverso l’oggetto come sussidio specifico di una particolare tecnica di lavoro o di occupazione, tentando di ricuperare quello che fu fino a pochi decenni prima il mondo di chi ci ha preceduto, per ricordare e mantenere l’identità della nostra estrazione.

Le cose da fare sono molte, il lavoro enorme, oltre al materiale già in dotazione al museo ne arriva massicciamente altro donato dalla popolazione del Mendrisiotto: ci si deve occupare della catalogazione e degli interventi di conservazione e restauro degli oggetti; di una soluzione per la sala-biblioteca che deve poter essere trasformata, all’occasione, in sala espositiva; del progetto per l’allestimento delle sale per l’esposizione delle collezioni; della schedatura di libri e documenti, della preparazione di un opuscolo guida; insomma, di tutto quanto serve per arrivare all’apertura al pubblico del museo.
Ricordiamo le parole di qualche anno dopo di Gino Macconi, il “motore” della nascita del museo: “Non eravamo, specialisti, “museologi”, ma c’erano fra noi dei tecnici, un veterinario, un ingegnere agronomo, dei bravi artigiani: un fabbro, un falegname... e soprattutto eravamo tutti animati da una grande passione. Cominciammo così ad interessare altri alla nostra iniziativa, a raccogliere ed inventariare oggetti d'uso, interi preziosi corredi di botteghe artigiane. La massa di oggetti diventava sempre più ingente e presto ci si rese conto della necessità, oltre che della catalogazione e del riordino, anche del restauro. 
Chiamai allora a collaborare Sergio Pescia (cui si sarebbe affiancata, anni dopo, Marta Solinas), che conoscevo abile nell'arte difficile del restauro, e che da allora divenne il nostro più valido collaboratore, con mansioni via via di restauratore, di animatore, di conservatore, curatore,...”
 Il museo fu aperto al pubblico l’11 aprile 1981, il successo di affluenza e gli apprezzamenti positivi .

A tutt’oggi, 35 anni dopo, il museo è un punto di riferimento per docenti e scolaresche che lo visitano regolarmente, approfittando delle sue collezioni per delle lezioni legate al territorio e alla regione.
Inoltre le varie mostre tematiche che regolarmente vengono proposte permettono al pubblico visite sempre nuove e argomenti specifici da approfondire.
Sarà un caso, ma proprio per i 35 anni del museo proponiamo una mostra un po’ magica:
Apriti sesamo! La magia delle fiabe.

Dove

Museo della civiltà contadina
del Mendrisiotto
Via Castello 3
6855 Stabio

Tel:  +41 91 641 69 90
museo@stabio.ch

Orari d'apertura:

Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica e giorni festivi
14.00-17.00

Per gruppi e scolaresche apertura anche fuori orario su prenotazione.

Il Museo rimane chiuso:
Capodanno; Pasqua;
1° Maggio e Natale.
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