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Territorio

Un arco di colline boscose a meridione e a ponente, contornato dalle ultime montagne delle Prealpi ad est e a nord, chiude la pianura del Mendrisiotto. A breve distanza da importanti centri quali Lugano, Como e Varese, questa piccola area è divenuta, con il veloce evolversi delle infrastrutture di comunicazione, un’importante via di transito commerciale e turistico.

Là dove i campi un tempo erano i più fertili e la pianura lascia il posto alle colline che segnano il confine con l’Italia, si trova Stabio. Un angolo di terra che si incunea nel territorio italiano e che confina con il comune di Mendrisio. Due i valichi doganali, rispettivamente nelle frazioni di Gaggiolo e San Pietro.

Stabio, 612 ettari di superficie, circa 355 metri sul livello del mare, è situato tra vaste pianure, spesso coltivate come a Santa Margherita, ed alcune piccole e dolci colline ricoperte da boschi e prati, come sono per esempio Montalbano e Bella Cima.

La borgata ha le stesse caratteristiche delle tante sparse nella pianura lombarda, ed alcune particolarità, come la collina del Castello, al centro del paese, quasi un osservatorio naturale sul territorio circostante.
E proprio questa collina è rappresentata sullo stemma comunale insieme alla scritta “Stab”, abbreviazione di stabulum, a richiamare l’origine romana di Stabbio, divenuto in seguito Stabio.

Lo sviluppo industriale, concentrato soprattutto nelle zone di Santa Margherita e nella frazione di Gaggiolo, non ha influito sulla conformazione del vecchio nucleo del paese, che ha conservato le sue peculiarità, accumulate nel corso degli anni.
Una passeggiata per le vie del centro, alla scoperta delle numerose corti interne, può portare a scoprire luoghi affascinanti e densi di storia.

Nella frazione di San Pietro vi è un’ampia zona residenziale, ideale per le famiglie che vogliono ritagliarsi uno spazio importante di pace e tranquillità.

I circa 4600 abitanti del Comune, oltre a poter contare su servizi e offerte di un importante centro industriale, possono facilmente tuffarsi nella natura, passeggiando negli estesi boschi che delimitano i confini del paese.

Oltre a tutto questo sono da segnalare: le famose sorgenti di acque solforose con lo stabilimento termale di cura; ed il biotopo naturalistico situato a Santa Margherita.

Il Comune è degno di citazione anche per le sue origini e la sua storia.
Interessante è l’origine del nome Stabio. Esso deriva dal latino stabulum e sta ad indicare quella che oggi chiameremmo stalla. Un insediamento, della cavalleria di Giulio Cesare, che sostava per cambiare e nutrire i cavalli durante un viaggio o durante una sosta di tipo militare.

Le autorità, nel tempo, hanno voluto che non fossero dimenticate le origini romane del luogo; le numerose attestazioni di tracce romane, testimoniate dai toponimi dei colli che fanno corona all'abitato – Monte Albano e Monte Astorio – sono state valorizzate dai nomi di alcune vie: via Lucilla, via Viriana (dal centurione Caio Virio Vero, del quale si ricorda la figlia Lucilla su una stele esistente a Stabio), via Giulia e via Cesarea (in onore di Giulio Cesare), via Capellino Sora (il romano che, sciogliendo il voto a Mercurio, fece scolpire l'ara pure esistente nel Comune), via Ufentina (dal nome della tribù che abitava la regione, da cui dipendevano le città dell’Italia settentrionale denominate: Fabia, Voltinia, Sabatina, Ufentina, Milano e Como).

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